Consigli Archives - Allevamento Gens Flaminia

Tutte le cose che ho imparato da te

Tutte le cose che ho imparato da te

E quindi te ne sei andata. Mi ci avevi fatto quasi credere che non fosse arrivato ancora il momento. Ma forse è stato meglio così. Andarsene in tempo, uscire di scena come una vera guerriera. Ci avevi quasi fregato tutti. Con quella inimmaginabile forza e quello sguardo sempre forte e sicuro. Sono davvero tante le cose che ho imparato da te, Rebecca. Nulla ti faceva paura. Ti guardavo e mi chiedevo “ma come fa?”. Mai lo sguardo sofferente. Mai un lamento. Quando volevi qualcosa, tu la ottenevi. E se avevi deciso che ti andava di giocare un po’ con la tua adorata pallina, trovavi quella pallina. In qualsiasi luogo, in qualunque momento. Non mollavi mai la presa. Che tenacia. Ne avessi io solo la metà. Me l’hai insegnato bene il significato di questa parola. E lo hai fatto senza usarne di parole. Come tutti i grandi maestri dovrebbero fare. Solo con l’esempio. Grazie e te ho capito davvero cosa significhi avere tenacia. Credere che se vuoi qualcosa e insisti ce la puoi fare. Dovessi passarci una giornata intera, o due o anche di più. E mi hai fatto anche pensare più volte che per guadagnarmi il diritto di insegnarti qualcosa, dovevo per prima io tirar fuori questa dote. Sei stata mia maestra prima che io lo diventassi per te. Da te ho imparato che i cambiamenti si affrontano e se si vuole ci si abitua a tutto. Come quando sei tornata da noi dopo 7 mesi perché la famiglia che ti aveva preso non poteva più tenerti. Te ne eri andata trotterellando senza battere ciglio e altrettanto serena sei tornata qui, come se nulla fosse cambiato. O come quando, dopo una vita passata in campagna, ti ho portata, già grande, a recitare una piccola parte su un set cinematografico. Con tutto quel caos intorno, avevo paura potessi stranirti e invece io lo so che hai pensato “wow che ficata ma dove mi hai portata?”. E quando hai capito che la scena in questione era un incontro di boxe clandestino e la tua parte quella di abbaiare furiosa intorno al ring, non ci hai visto più dalla gioia. Tanto che hai afferrato e sgrullato il tappeto del ring come fosse una manica. Che carattere, Rebi. Da te ho imparato che se “voglio una pallina” mi alzo e me la vado a prendere o almeno ci provo fino alla fine. Ma soprattutto mi hai insegnato la cosa più importante. Ad essere tua maestra quando tu prima lo sei stata per me. Grazie!  ...

Read More

E la tecnica del: “fai qualcosa!”

E la tecnica del: “fai qualcosa!”

Questo è un articolo dedicato con il cuore a tutti i miei allievi. E’ scherzoso, sia ben chiaro, ma allo stesso tempo serio. Perché, alle volte, se si usa bene l’ironia è più facile che un concetto venga appreso. Mi sono ritrovata spesso, infatti, a spiegare argomenti di cinofilia che, in teoria, vengono recepiti benissimo mentre in pratica, beh, mica tanto. E allora eccoci qui a spiegare cosa sia la tecnica del: “Fai qualcosa!”. Partiamo dal presupposto che tutto possa essere spiegato. Un bravo insegnante è calmo e paziente e non ha problemi a ripetere e ripetere e ancora ripetere concetti che un allievo non ha ancora appreso. E un bravo insegnante è anche colui che non si limita a dirti ciò che devi fare, ma ti spiega perché lo devi fare e soprattutto cerca di comunicarti la sensazione che dovresti trasmettere al cane in un determinato momento (decisione, grinta, calma). Questo perché gli animali comunicano fra di loro con movimenti del corpo e suoni, per cui tanto più saremo sciolti nel muoverci e abili nell’uso della voce , tanto più ci ascolteranno. Se mi limito a dirti “abbassa il braccio, gira a sinistra, accorcia il guinzaglio”  è un po’ come se ti stessi insegnando a portare un’auto “metti marcia, alza frizione, spingi acceleratore”. Ma i cani non sono macchine. Per cui è necessario che ogni bravo insegnante sappia trasmettere all’allievo umano quali siano quelle sensazioni che deve far sue prima di  mettersi a lavorare con un cane. Non posso insegnarti la grinta, posso provare a trasmetterla. E non posso insegnarti la calma, ma posso, anche questa, trasmetterla. Allo stesso modo posso insegnarti mille mila tecniche per correggere il tuo cane che sbaglia, posso spiegarti come devi fare, quali comportamenti avere ma ad un certo punto sarà indispensabile che tu agisca in scioltezza, senza bisogno di essere guidato dall’istruttore nell’azione correttiva per far si che il cane, questa volta, ti ascolti sul serio e non obbedisca solo perché tu sia riuscito a mettere insieme una serie di azioni tecnicamente corrette ma che ancora non possiedi sul serio nel tuo bagaglio pratico. Altrimenti il tutto risulterà macchinoso e i nostri amici a quattro zampe ci metteranno un attimo a capire che alla guida non c’è più l’istruttore esperto ma di nuovo il proprietario permissivo che ci fa fare quello che ci pare, come se dall’altro capo del guinzaglio non ci fosse nessuno a guidare. Cambiato manico, cambiata situazione. Ed è proprio in quel momento che subentra la magica tecnica del “Fai qualcosa!”. Che, presa seriamente, significa: se il cane continua a non ascoltarti, nonostante tu abbia messo insieme  bene tutti i pezzi, vuol dire che manca ancora qualcosa. Ovvero, la...

Read More

L’abbandonatore “modello” ovvero colui che si rifiuta di trovare soluzioni

L’abbandonatore “modello” ovvero colui che si rifiuta di trovare soluzioni

Ebbene si, non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo. I cani e i gatti (ma anche uccellini, pesci rossi e coniglietti) non si abbandonano. In un paese civile che ama e tutela gli animali dovrebbe essere cosa scontata. Eppure ogni anno siamo alle solite. E ci tocca ripeterlo. E ripeterlo, ancora e ancora. Vi prego, non abbandonate i vostri amici. Arriva l’estate, il caldo comincia a farsi sentire, le vacanze tanto attese sono alle porte, ma chi lo tiene il nostro quattro zampe quando saremo fuori? Mamma e papà non ne vogliono sapere, la pensione costa troppo e io alla vacanza non rinuncio. E così al primo cassonetto o alla prima curva di una strada desolata ti scarico giù dalla macchina e me ne vado senza voltarmi indietro. Tanto te la saprai cavare da solo. Sei un cane. Davvero non riesco proprio ad immaginare che sembianze possa avere uno che fa una cosa del genere. Ha i baffi? E’ biondo? Alto? Basso? Magro o grasso? Sono più uomini o donne? Giovani o adulti? Non saprei proprio… E comunque poco importa perché, a parte gli scherzi, chiunque sia capace di compiere un gesto tanto vile non può che essere una persona fredda, insensibile e con una cultura cinofila pari a zero. A volte si tratta del cane di famiglia, magari preso un po’ per caso, per far contenti i bambini che lo desideravano o per risolvere il problema a qualche amico che non sapeva a chi darlo. Oppure si tratta di intere cucciolate, capitate anche queste per caso, perché non si è stati attenti e ci si è lasciati scappare la cagnetta in calore che ha combinato il “guaio”. E adesso a chi li do? Chi se li prende 5 cuccioli fantasia in piena estate? E via nel cassonetto. Quando ero più piccola vicino al nostro terreno non c’erano centri abitati ma solo chilometri di campagna. Per cui era molto frequente, soprattutto in estate e soprattutto perché fuori dalla nostra proprietà c’è scritto “Centro Cinofilo”, che il disgraziato di turno venisse a disfarsi del “problema” davanti al nostro cancello. E così arrivò la piccola Bixie, cucciolina di nemmeno 40 giorni che con molto coraggio si spinse fin su alla salita del nostro parco in cerca di aiuto e trovò noi. Abbandonata da qualche individuo senza scrupoli in pieno agosto. E come lei tanti altri ancora. Abbandonati in campagna e davanti a un centro cinofilo. D’altronde c’è chi fa lo stesso con i neonati davanti agli orfanotrofi. Abbandonarono anche Micio Micis  Micia Micis, due bellissimi gattoni grigi dentro uno scatolone, davanti ad un Centro Cinofilo (sempre il nostro) il che ha dell’assurdo visto che fuori c’è scritto CINOFILO. Eppure i due...

Read More

In vacanza con il cane

In vacanza con il cane

Quando partiamo con il nostro cane dobbiamo ricordarci di osservare alcune semplici regole: la prima è quella di controllare se le vaccinazioni sono state eseguite; questo in particolare se andiamo all’estero, perché è richiesta la profilassi antirabbica. La vaccinazione è semplice, dura un anno e va eseguita minimo un mese prima della partenza. Il veterinario rilascia un certificato che deve essere esibito su richiesta delle autorità competenti alla frontiera oppure su navi, aerei e treni. E’ necessario munirsi anche del passaporto Europeo che viene rilasciato dalle ASL. Durante la visita facciamo si che il nostro cane venga controllato, soprattutto se durante l’anno non lo abbiamo portato dal veterinario. Potrebbe essere necessaria qualche analisi di routine (soprattutto feci, per escludere la presenza di parassiti intestinali e analisi del sangue). Una particolare attenzione meritano i cuccioli e gli animali vecchi: per loro il viaggio, soprattutto se lungo, può essere stressante. Se è possibile cerchiamo di effettuare qualche sosta, evitare di muoverci nelle ore troppo calde e avere sempre acqua a disposizione. Il veterinario ci informerà sulla profilassi nei confronti di malattie trasmesse da insetti come zanzare, flebotomi o zecche. Questa si esegue con prodotti ad effetto repellente che si applicano sul corpo dell’animale oppure con farmaci dati per bocca. Osservando queste semplici regole possiamo partire tranquilli e sicuramente goderci il nostro cane anche durante le vacanze!   Dott.ssa Cecilia...

Read More

L’educazione del cucciolo

L’educazione del cucciolo

  “Se raccogliete un cane che muore di fame e lo rendete prospero, questi non vi morsicherà: questa è la principale differenza tre un cane ed un uomo”. Mark Twain   Ho cominciato con questa frase di Mark Twain per farvi capire quanto valore ha l’affetto di un cane per noi. Quindi il minimo che si possa fare è, senza dubbio, ricambiarlo. In questo mio primo articolo voglio far capire a chi non ha mai avuto un cane cosa significhi: abbiamo comprato, preso in un canile pubblico o ci hanno regalato, il nostro primo cucciolo. Questo esserino di circa due mesi (dico due mesi perché non si dovrebbe mai prendere un cane prima di quell’età) entra nella nostra casa e tutti gli stanno intorno, fa tenerezza, è caldo e profuma di cucciolo. Nessuno però sa in quel momento che non si tratta di un peluche, bensì di un essere vivente che deve esplicare i suoi bisogni fisiologici e conoscere il mondo attraverso la bocca. Quindi che succederà? Un cucciolo di quell’età urina almeno 10-12 volte al giorno e defeca almeno 5-6 volte; quindi dopo un po’ ci renderemo conto di stare sempre a pulire i suoi bisogni, ecco che allora iniziamo a seguire i consigli dei vecchi esperti di cani: “Mettigli il muso sui bisogni e strofinalo forte”, “Quando torni a casa prendi un giornale, arrotolalo e picchialo così capisce di non doverlo fare più”. Quante persone sono state morse o hanno ridotto il povero cane ad un essere pauroso di tutto, grazie a queste “rimedi”? Allora cosa dobbiamo fare? Innanzitutto dobbiamo capire che il nostro cucciolo non parla italiano, inglese o altre lingue, ma interagisce con noi solo con poche parole o gesti. Queste poche parole sono degli ordini che noi, piano piano, insegneremo al nostro piccolo allievo e le assoceremo ad una gestualità. La prima parola che dovrà imparare sarà il “no”. Il “no” ci servirà sia quando lui con la bocca comincerà a conoscere il mondo (purtroppo facendo questo ci procurerà danni), sia quando farà i suoi bisogni dove non deve. Analizziamo il problema dei bisogni: dovete sapere che i cuccioli sporcano in determinati momenti: appena mangiano e appena si svegliano. Quindi come dobbiamo comportarci? Appena il cucciolo ha mangiato lo portiamo subito fuori a passeggiare e mentre fa pipì o altro lo elogiamo molto, “bravo, bravo!”, facendogli capire che quello è il posto dove deve fare i bisogni. Poi, mentre sta dormendo e si sta per svegliare, lo prendiamo in braccio e lo portiamo fuori: vedrete che appena messo a terra farà subito pipì e noi di nuovo lo elogeremo. Questo andrà fatto per un certo periodo, finché non avrà capito. Ma cosa dobbiamo fare,...

Read More

Estate: tempo di antiparassitari

Estate: tempo di antiparassitari

Con l’arrivo della bella stagione, è tempo per i nostri amici quadrupedi di proteggersi dai parassiti che invadono l’ambiente nel periodo estivo. Sappiamo, infatti, che oltre alle più note pulci e zecche, esistono altri tipi di animaletti dai quali dobbiamo proteggere i nostri cani; i flebotomi, ad esempio, portatori della Leishmaniosi, malattia sviluppatasi, in particolar modo, da una quindicina d’anni nel centro Italia e molto pericolosa per i nostri amici. Per fortuna, rispetto a qualche anno fa, la situazione è andata molto migliorando, grazie all’informazione che ha permesso a tutti i padroni scrupolosi di proteggere il proprio amico, ma anche ad un rafforzamento delle difese dei nostri amici nei confronti di questa malattia. E’ comunque sia indispensabile, appena inizia il caldo e compaiono le zanzare, preoccuparsi di coprire il nostro amico con un antiparassitario adatto: attenzione infatti, poiché non tutti funzionano anche per le zanzare; io consiglio le fialette di Expot, ottime contro pulci, piombini, zecche e zanzare, oppure il collare Scalibor, più pratico e veloce, ma da sconsigliare a chi ha più cani; infatti, giocando, potrebbero strapparselo a vicenda e mangiarlo e il collare è comunque un po’ tossico. A proposito di tossicità, stiamo parlando comunque di prodotti chimici, è bene quindi non esagerare nel loro utilizzo: è fondamentale che siano usati nel periodo estivo, ma altrettanto fondamentale è poi sospenderli durante il resto dell’anno, al fine di non intossicare il nostro cane. Inoltre bisogna sempre attenersi alle dosi indicate sulle confezioni o consigliate dal veterinario. Dott.ssa Cecilia...

Read More