Approfondimenti Archives - Pagina 2 di 9 - Allevamento Gens Flaminia

Gara Sociale C.A.V.A. di Agility Dog 21.2.16

Gara Sociale C.A.V.A. di Agility Dog 21.2.16

Per la prima volta qui al C.A.V.A. ci siamo cimentati in una gara di Agility, che infatti, tengo a precisare, è stata una Pre-agility (una sorta di propedeutica). Non lo nascondo, ero un po’ preoccupata. Temevo confusione da parte dei concorrenti, errori di percorso o abbattimenti frequenti di ostacoli. E’ vero che ci eravamo preparati con impegno tutti e abbiamo aspettato il momento giusto prima di metterci alla prova in una piccola competizione sociale, ma si sa, quando si tratta di prime volte si è sempre un po’ più agitati. Quindi è mio dovere fare i complimenti a tutti i nostri allievi: avete smentito i miei timori e, anzi, superato ogni mia aspettativa. Siete stati tutti bravissimi, più bravi che nelle prove. E non lo dico solo per cortesia, anche perché a parlare sono i fatti. Tutti ottimi percorsi, pochissimi errori, tempi veloci e buona gestione del proprio cane da parte di ogni conduttore. Cos’altro chiedere di più ai propri allievi? Niente direi! Anche perché a coronare il tutto ci si è messo anche un grande spirito sportivo, tanta voglia di divertirsi e sostenere, con il tifo, anche le prove di tutti i concorrenti avversari. Ma passiamo alla cronaca della giornata. Il meteo per fortuna è stato dalla nostra parte e la giornata è trascorsa con un leggero sole e una temperatura primaverile. Abbiamo aperto le danze alle ore 10 per dare il via alla competizione alle 10.30 circa. I concorrenti hanno iniziato la gara con un primo percorso ad ostacoli di precisione. Niente tempo, solo impegno nel portare a termine una prova con meno penalità possibili. Al secondo turno passavano  infatti solo i concorrenti con un percorso netto o con al massimo una penalità. Sono fiera di affermare che tutti e 17 i binomi iscritti sono passati al secondo turno. E già questo è un gran risultato. Ottime le prove di Federico e Tommy, Teresa e Roxie, Sara e Stella, Mario e Yago, Candida e Lucky, Massimo e Luna, Candida e Rullo, Marco e Orfeo, Manuela e Nina, Roberto e Greta, Candida e Kyra che passano al secondo turno con tutti percorsi netti. Buone anche le prove di Massimo e Oscar, Mariano e Rocco, Rita e Balda, Magdì e Buster, Salvatore e Napo, Tania e Mya che passano comunque il turno concludendo i percorsi con una penalità. Finita la prima prova ci siamo concessi 5 minuti di pausa per rifocillarci con un breve ma ricco aperitivo. Dopodiché la gara si è fatta seria ed emozionante con l’inizio della seconda prova a tempo. Azzerati i risultati del primo giro si è ricominciato da capo. A contare, in questo secondo giro, i migliori tempi con le minori penalità. Vince la gara Maria...

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Della coda del Labrador, della coda del Boxer

Della coda del Labrador, della coda del Boxer

No, non sono impazzita. Il titolo dell’articolo recita proprio così. Ci pensavo da un po’ di tempo e avevo voglia di farlo: dedicare un pezzo alla “frullante” (come si dice in gergo) coda del Labrador e alla “nuovissima” coda del Boxer. Se dovessi infatti scegliere la parte del corpo che più rappresenti i miei cani non avrei certo dubbi. Da una vita li frequento tutti i giorni e tutti i giorni mi imbatto in queste code in perenne movimento festante, anche dette “le più veloci del West”. Vera e propria euforica maniacale, sempre felice, sempre scodinzolante, quella del Labrador. Furia incontenibile, soda e distruttrice quella del Boxer. Code che scodinzolano anche quando proprio non capisci cosa ci sia da scodinzolare. “Forza, su, dal veterinario a fare il vaccino!” e loro lì a fare destra, sinistra, destra, sinistra, senza un attimo di riposo. “Ma no! Cosa hai fatto?!! Non si mangia il divano!” e ancora lì destra, sinistra, destra, sinistra, aumentando sempre più il ritmo, fino a spostare l’aria quasi fossero dei ventilatori accesi in piena estate e a devastare soprammobili o vasi antichi di porcellana. Spessa e folta come quella di una Lontra, la coda del Labrador potrebbe comunicare anche staccata dal resto del corpo. Come accade alla lucertola. E’ un po’ come se avesse occhi, naso e orecchie anche lei. Ti avvisa quando quella strana appendice che si porta dietro (anzi davanti) e che assomiglia vagamente alla forma di un cane, ha fame, sete o vuole giocare. Quando muore dalla voglia di saltarti addosso e inzupparti i vestiti di fango. Ti avvisa quando c’è qualcosa che si muove nel bosco e allora, ma solo in quell’istante, si ferma, assume la posizione di punta (bellissima) e poi, riparte. Specchio dell’anima del Labrador: forte, dinamica e sempre tanto entusiasta della vita, è qualcosa di cui non si può più fare a meno dopo averla conosciuta. Goffa ed elegante (ebbene si è possibile esserlo contemporaneamente) il suo ondulare ritmico assomiglia a quello di un metronomo che batte il tempo di una melodia musicale. Trasmette equilibrio e sicurezza. Della coda di un Labrador ci si può sempre fidare. Quella del Boxer, invece, è un’assoluta novità. Sia per loro che per noi. Certe volte penso che non eravamo ancora pronti per questo! Sia noi, che loro (si scherza, eh). Ogni tanto infatti, vedi questi nuovi Boxer coda-muniti, contorcersi sui fianchi, mentre fanno le feste, e imbattersi per caso nella visione di questa specie di serpente attaccato al sedere. “Ma cosa sarà mai? Cosa ci devo fare con questa?”. In effetti, pratica nella gestione della coda gli manca davvero. Un po’ come un bimbo che scopre di avere le mani e di poterle finalmente...

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1°Tappa Trofeo Dressage Cinofilo 2015/2016

1°Tappa Trofeo Dressage Cinofilo 2015/2016

C.A.V.A. 13/12/15 Prima di tutto vorrei cominciare complimentandomi sinceramente con tutti i nostri allievi. Davvero non avrei immaginato un livello di prestazioni così alto. Non perché non mi fidi di loro o non creda così tanto nei binomi che frequentano la nostra scuola. Anzi, facciamo insieme uno splendido lavoro che ci rende sempre soddisfatti. Ma avevamo ripreso a preparare le gare da poco, l’allenamento non era stato ancora molto e non mi aspettavo delle presentazioni così efficaci. Bravi tutti, l’impegno è stato tanto, avete preso la cosa molto sul serio e il risultato si è visto. Così si fa! Detto questo passiamo alla cronaca della giornata: la 1°Tappa del Trofeo di Dressage Cinofilo che si chiuderà a fine Maggio è coincisa con la Gara Sociale di Natale, per cui a farla da padrona è stata una bella atmosfera natalizia, tanta voglia di divertirsi da parte di tutti e un grande spirito sportivo. Appuntamento alle ore 10, quando faceva ancora un po’ freddino e il ghiaccio della notte non si era del tutto sciolto sul prato. Abbiamo atteso un po’ per dare il via alla competizione alle ore 10.30. A cominciare sono stati i principianti della categoria A50, iscritti al Trofeo Elementare,  tutti binomi che hanno iniziato la scuola da pochi mesi e che hanno affrontato con molto entusiasmo un primo e relativamente semplice percorso di Dressage. Ci sono stati nel complesso pochissimi errori. Tutti ottimi percorsi. A differenziarli uno dall’altro quindi, qualche sfumatura generale e qualche piccolo errore. A vincere la categoria è stata Tania Resta con la sua vispissima Labrador nera Mya. Devo fare davvero tanti complimenti a questo binomio che ha portato a termine un percorso praticamente perfetto, con un’ ottima condotta e grande precisione nell’esecuzione degli esercizi e a Tania in particolare che ha piazzato sul podio al terzo posto nella stessa categoria anche la sua altra Labrador chocolate Greta. Ottimo anche il percorso di Tania e Greta, che stanno facendo molti progressi nel lavoro insieme. Bel percorso con solo qualche disattenzione in più rispetto a Mya. Seconda classificata della categoria è stata Federica Leone con la sua super boxerina fulva Maya. Un binomio in grande sintonia, a scuola mi riempie di soddisfazione per l’impegno che entrambe mettono nel lavoro, raggiungendo ottimi risultati. Un percorso di gara bello, molto preciso e anche tanto emozionato (i piccoli errori sono dovuti proprio all’emozione). Brave! Al quarto posto della classifica si è piazzata Giulia Matricciani che ha condotto egregiamente in gara la nostra Labrador Demy Nera della Gens Flaminia con la quale si sta impegnando molto anche nel lavoro a casa nella formazione di un bellissimo binomio. Benissimo la condotta, ottima l’attenzione di Demy su Giulia, peccato per un...

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La vita frenetica di una cino-cinefila

La vita frenetica di una cino-cinefila

Potrebbe sembrare fatto apposta e invece giuro che non lo è. Non ho scelto i miei due lavori perché hanno un nome che si somiglia. Anche perché in uno ci sono proprio nata dentro (quello cinofilo) mentre l’altro (cinefilo) è capitato quasi per caso. Anche se, poi, non ne sono nemmeno così sicura si sia trattato di un caso. Non lo avevo nemmeno notato fino a qualche tempo fa che i nomi delle mie due grandi passioni si somigliassero così tanto. Ed è per questo che ho cominciato ad autodefinirmi una Cino-cinefila. Ma anche una Cine-cinofila. Quale dei due mettere prima dipende solo dagli interlocutori del momento. In fondo in ogni mestiere c’è bisogno di un po’ di diplomazia! Sta di fatto che ho trovato la cosa estremamente divertente. E mi è piaciuta davvero tanto l’idea di potermi inventare una nuova professione. Cosa fai nella vita? Sono una Cino-cinefila (qui metto davanti il Cino). E’ molto probabile che la maggior parte della gente non capisca subito di cosa si tratti. Ma non importa, mi piace anche spendere un po’ di tempo a spiegarlo. In realtà la cosa a cui si potrebbe pensare e che più si adatta al nome è che io lavori con i cani nel cinema. E devo dire che mi piacerebbe molto, anche se finora in quell’ambito ho fatto ancora poco. Un paio di giornate con le mie due boxer per un film e altri due giorni di lavoro con tre cuccioline di Labrador per una fiction Mediaset. E’ stato molto divertente, ma si sa che non sono ambienti facili in cui inserirsi. Vedremo. Al momento queste due mie professioni sono separate. E mi impongono quindi una vita double face. Un po’ come i supereroi: di giorno lavoro con i cani, di notte indosso il mantello e volo sui set. Oppure al contrario (dipende sempre dall’interlocutore del momento). Però il discorso sulla doppia vita è vero. Non è mica facile mantenere in piedi entrambe queste passioni. Ci vorrebbero giornate di 48 ore. Anche perché si tratta di due mestieri in cui, se vuoi far bene, devi impegnarti anima e corpo. Lavorare con gli animali significa dedicar loro la vita e sia chiaro che per me si tratta di un bellissimo sacrificio. Significa esserci sempre ed essere sempre attenti. Ma decidere allo stesso tempo di portare avanti una piccola società di produzione cinematografica indipendente che inizia a mettere in cantiere i suoi progetti significa, allo stesso modo, dedicargli la vita. E anche questo è un sacrificio bellissimo. E anche in questo mestiere devi esserci sempre ed essere sempre attento. E’ un mondo difficile, pieno di squali pronti a divorarti al primo errore. E’ un ambiente faticoso dove...

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Tutte le cose che ho imparato da te

Tutte le cose che ho imparato da te

E così alla fine te ne sei andata. Mi ci avevi fatto quasi credere, che non fosse arrivato ancora il momento. Ma forse è stato meglio così. Andarsene prima che sia troppo tardi. Prima di non farcela davvero più e che i giorni diventino solo una lunga agonia. Andarsene lottando come una vera guerriera che non si lascia abbattere dalla sofferenza e continua a vivere come se nulla fosse. Morire in piedi. Ci avevi quasi fregato tutti. Con quella inimmaginabile forza e quello sguardo sicuro a voler dire “beh, che avete da guardare? Io sto bene”. Sono davvero tante le cose che ho imparato da te, Rebecca. Ma ora che non ci sei più, da solo un giorno, ho capito sul serio quanto fossi speciale. Non che non lo sapessi da sempre, sia chiaro. Ma sai che i distacchi impongono riflessioni. E mi sono venute in mente una marea di cose. Tutte imparate da te. A volte vorrei avere la capacità di affrontare la vita come l’hai affrontata tu. Nulla ti faceva paura. Nemmeno la malattia. Ti guardavo e mi chiedevo “ma come fa?”. A resistere, a non avere mai lo sguardo sofferente. Mai un lamento. Quando volevi qualcosa, tu la ottenevi. E se avevi deciso che ti andava di giocare un po’ con la tua adorata pallina, trovavi quella pallina. Anche l’altro ieri, quando lo leggevo nei tuoi occhi che non ce la facevi più, il fumetto sopra la tua testa diceva: “che siamo matti vorresti davvero non farmi giocare? Perché se è così io ti tiro giù tutto, fino a che non me la trovo da sola questa benedetta pallina che hai nascosto”. E così hai fatto. Mi chiedevo anche come facevi a non perdere mai l’appetito. E come hai fatto la sera stessa prima di lasciarci a non fallire neanche un colpo nel nostro solito gioco serale dell’ afferrailcroccantinoalvolo. Abbiamo fatto un buon punteggio, anche se il tuo record non è stato battuto. Sono convinta resterà tuo ancora per molto tempo. Come diavolo facevi a non mollare mai la presa. Che tempra, che tenacia. Ne avessi io solo la metà. Me l’hai insegnato bene il significato di questa parola. E lo hai fatto senza mai doverne usare altre, di parole. Come tutti i grandi maestri dovrebbero fare. Solo con il buon esempio. Osservandoti ho capito davvero cosa significhi avere tenacia. Credere che se vuoi qualcosa e insisti ce la puoi fare. Dovessi passarci una giornata intera, o due o anche di più. Ho capito insieme a te e a tutti i miei altri boxer che cosa voglia dire avere grinta. Anche perché per guadagnarmi il diritto di insegnarti qualcosa, dovevo per forza tirarle fuori tutte queste...

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Scusi? Che ce l’ha un Bob Taylor?

Scusi? Che ce l’ha un Bob Taylor?

-Si si ha capito bene, ho detto proprio Bob Taylor. -Ma non è il fratello di Litz e nemmeno un cantante o un attore, giusto? – No, è un cane. Si quello tutto peloso, grigio e bianco, che gli fanno sempre il ciuffo per i peli che gli vanno davanti agli occhi. Quello che andava tanto di moda negli anni ’80 e che adesso non si vede quasi più. Capito??? – Ahhhh, ma il Bobtail! -Esatto, proprio quello li. Certo è bello pure il Laski. Mi piacerebbe tanto averne uno. Solo che qui a Roma se morirebbe de callo. Ah, non si chiama così? Come scusi? –Siberian Husky. -Caspiterina è difficile. Vabbè allora forse mi prendo un Lessie. -Collie, si chiama Collie. -Ahhh mannaggia ma non ne azzecco una. Ma lei poi scusi non alleva BoZers? -Si, io allevo Boxer. E Labrador. -Ah carini, quelli ciccioni della ScotteZ. Ma non è che per caso le avanza un Carlino? C’ho azzeccato stavolta vero? -Si c’ha azzeccato, però no non mi avanza un Carlino, non vendo cuccioli all’ingrosso. -Peccato lo voleva mi sorella pe mi nipote. Le hanno consigliato anche lo Spritz sennò. -No quello credo possa ordinarlo al bar come aperitivo, altrimenti dovrebbe cercare un allevamento di Spitz. -No io ne voglio uno grosso con la faccia cattiva tipo il Rott- wailer, weiler, capito no? Però mi moglie sta in fissa coi 101 quelli della carica, i Dalmati! -No mi dispiace non ne abbiamo. -E il cane lupo? Rex, bello vero? -No nemmeno quelli, ma c’è un nostro collega che ne ha di bellissimi e di gran carattere. – Mmm… non lo so, so indeciso che stress! Che dici amò che facciamo? Scusi chiedo a mi moglie… -E che ne so, amò, basta che non te fai prende dal patè d’animo però… che fa caldo, sarà colpa de sti raggi ultrasoletti… -Ah aspetta, te ricordi che carino quello che abbiamo visto l’altro giorno al centro commerciale tutto peloso con la faccia un po’ schiacciata? Si si quello, mi sa che mi faccio quello. Come si chiamava? -Il Ciao Ciao! -Si. Certo. -Ah si brava amore… Grazie eh… e scusi il disturbo! -E di che si figuri, arrivederci. Questa conversazione per intero ovviamente non è mai avvenuta ma è una reale raccolta di tante piccole, colorite e simpatiche perle di umorismo cinofilo romano che ci sono capitate in tutti questi anni di attività di allevamento. Dal Bob Taylor, fino al più recente Brad Pittbull; dal Lasky al Lessie e al Bozer, dai cani con la faccia cattiva a quelli con quella spiaccicata. Dai famosissimi Ciao Ciao a Rex, i Dalmati e tantissimi altri ancora che magari racconteremo in una prossima puntata....

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